8. Buchara


La Fortezza di Buchara
Freschi e riposati siamo pronti ad affrontare il trasferimento odierno tra sterrati, strade distrutte e/o in costruzione con temperature prossime ai 50 gradi. Sulla pista, da registrare una brutta caduta da parte di un incauto conducente fortunatamente senza grosse conseguenze.



Pacchi di Soldi
Igiene? ... No Grazie


Una Lussuosa Toilette
Più avanti la strada che taglia il deserto del Kizilkhum è bloccata da alcuni mezzi rimasti insabbiati formando una lunga colonna di auto e camion che superiamo viaggiando nella sabbia. In pochi riusciranno a cavarsela senza aiuto.

Attraversando il Deserto
Una Splendida Officina
Nei pressi di Bukara incontriamo i motociclisti dello “Steel Scorpions” coi quali ci rechiamo al primo dei tre orfanotrofi che visiteremo consegnando il nostro piccolo contributo.

All'Orfanotrofio di Buchara
Intorno alle 20 arriviamo finalmente in hotel che però non è dei migliori, anzi, subito dopo il nostro arrivo si guasta l’impianto elettrico e ci tocca fare la doccia al buio con le bottiglie di acqua minerale.
Qualcuno stasera si è chiesto se vale la pena affrontare tutti questi disagi per una vacanza in moto. La mia risposta è si, senza riserve. Naturalmente deve essere una scelta consapevole e che richiede un minimo di preparazione anche psicologica. Molti penseranno che siamo dei masochisti ma chi non ha dentro di se il virus del motociclista giramondo che lo spinge a viaggiare anche in condizioni disagiate, forse non può capire. 

A Buchara facciamo il secondo giorno di sosta da quando siamo partiti dedicandolo ovviamente alla visita della città, molto più grande di Khiva ma non per questo meno bella.
Visitiamo le sue bellissime madrase, il minareto Kalon alto ben 47 metri, poi un famoso Bazar coperto e successivamente la Lyabi-Hauz che è una piazza risalente al 1600 costruita intorno ad una grande vasca illuminata da luci multicolori che creano un suggestivo effetto scenografico.

A Buchara

 


 

 





Addette alla "Contabilità"




Chissà se fanno anche la Pizza...






Nel Pomeriggio, mentre i più continuano la visita, Paolo Roberto ed io ci dedichiamo al ripristino dei danni riportati nelle cadute dei giorni precedenti. Controlliamo accuratamente anche le nostre moto e mentre verifico il serraggio di viti e bulloni mi accorgo che i cuscinetti dello sterzo sono leggermente usurati, il resto sembra tutto ok.
Nel frattempo,  l’impianto elettrico dell’hotel è stato riparato così a fine lavori possiamo fare una doccia decente.
Ceniamo in compagnia di Boris e Mikhail, i nuovi amici degli “steel scorpions”, su una magnifica terrazza dalla quale si può ammirare la città vecchia in tutta la sua bellezza. 

9. Samarcanda


Il Registan
La meta di oggi è la tanto agognata mitica Samarcanda.
Lungo la strada ci fermiamo a mangiare in un affollato ristorante all'aperto dove riceviamo un'accoglienza a dir poco calorosa.

Troppo Forte
Al Ristorante




Più avanti facciamo una deviazione per Shahrisabz, la città natale di Tamerlano per visitare le rovine del suo imponente palazzo.

Il Palazzo di Tamerlano





Giardiniere a Shahrisabz
Più avanti, nei pressi di Samarcanda valichiamo un passo dove c’è una gigantesca scritta col nome della città. Gli scatti si sprecano sotto un cielo minaccioso.



Giunti in città ci rechiamo al secondo orfanotrofio per consegnare i nostri doni e poi finalmente all’hotel dove arriviamo quando ormai è già buio.

All'Orfanotrofio di Samarcanda

Samarcanda è splendida, probabilmente la città più bella dell’Uzbekistan, con madrase, cupole, minareti e sontuosi palazzi perfettamente restaurati. Passeggiando tra questi edifici si può facilmente immaginare quanto fosse grandioso l’impero di Tamerlano.
Iniziamo la visita dal Shahr-I-Zindah, un luogo  suggestivo dove sorgono le splendide tombe dei personaggi più noti dell’epoca di Tamerlano.

Sulla Collina di Shahr-I-Zindah


 

Ci trasferiamo poi  alla maestosa, se pur diroccata, moschea di Bibi-Khanym e poi visitiamo il coloratissimo Bazar Principale che si trova nei pressi.



La Moschea di Bibi Khanym
 
Nel Gran Bazar










Dopo un frugale spuntino raggiungiamo l’edificio di maggior interesse, considerato uno dei monumenti più straordinari dell’Asia centrale. E’ il Registan, un complesso di splendide e imponenti madrase con un’enorme profusione di maioliche e di mosaici colorati.

Le Madrase del Registan




La giornata prosegue con la visita al Mausoleo di Guri Amir dove riposano le spoglie di Tamerlano e della sua famiglia.

Il Mausoleo di Tamerlano
 

Durante il trasferimento verso l’hotel, Barscillò ci propone di cenare in un ristorante tipico uzbeko molto conosciuto. Ovviamente accettiamo e dopo l’ottima cena, prima di rientrare, ripassiamo davanti al mausoleo di Tamerlano per ammirarlo illuminato da luci multicolori.



Sintetizzando con una sola parola il giudizio su Samarcanda dico senza esitazione: Incantevole!